Da parte degli operatori e delle istituzioni socio-sanitarie può esservi la mancanza o la sottovalutazione di un pieno riconoscimento delle problematiche che le esperienze della perdita e del lutto possono provocare a tutti i livelli: fisico, emozionale, relazionale, spirituale, socio-economico.
Certamente, come diceva Colin Parkes, “il lutto non è una malattia” ma non di meno può essere fonte di grave disagio e sofferenza per le persone che lo sperimentano. In alcune situazioni in cui, oltre alla perdita di una persona significativa, chi rimane è costretto a confrontarsi con problematiche diverse come l’assenza di reti familiari o comunitarie di sostegno; povertà, condizioni di malattia organica, disagio mentale, vecchiaia; marginalità o isolamento sociale - è prevedibile che possano manifestarsi complicazioni e conseguenze negative sia sul piano della salute fisica che psicologica e relazionale.