Famiglia e lutto

L’esperienza della perdita di un congiunto costituisce per tutta la famiglia un momento di crisi e di passaggio da una situazione esistenziale a un’altra e può generare un periodo di vulnerabilità e difficoltà nel suo percorso evolutivo. Se pensiamo alle perdite che le famiglie subiscono – quelle improvvise in epoca perinatale o avvenute per un incidente o un suicidio inspiegabile, oppure le perdite legate a malattie croniche e devastanti di un coniuge, di un figlio, di un genitore, di un fratello – comprendiamo che sono esperienze di vita che danno un orientamento diverso al procedere della famiglia.
Il modo in cui la famiglia riesce a superare la crisi può influenzare non solo il futuro della famiglia ma anche la qualità di vita di tutti i partecipanti. Ciò appare inevitabile se si considera che l’evento della morte e del lutto riveste un profondo significato nella trasmissione del sapere familiare e del patrimonio culturale, affettivo, morale e simbolico che dà continuità al succedersi delle generazioni.

“un minuto prima papà c’era,era stato con me e mamma a fare le spese e un attimo dopo ….come poteva non esserci più? più passa il tempo più non so darmi un perché, non so proprio ma riesco ad accettarlo, so che sto male, anzi sto tre volte male, per me, per mia madre e anche per mia sorella: nessuno di noi ha il coraggio di dire all’altra quando siamo perse, quanto dolore, come se solo dicendolo diventasse più grande…”
Laura, 27 anni

Certamente le famiglie si differenziano molto tra loro nel vivere il lutto e nell’ elaborare la perdita. Ci sono quelle che affrontano in modo responsabile e collettivo i nuovi compiti evolutivi e i cui familiari si sostengono reciprocamente e si aiutano, altre che si indeboliscono o si bloccano come se il tempo si fermasse, altre ancora che si disgregano, specie quando esistevano già in precedenza delle difficoltà.

Un elemento determinante nel favorire un processo evolutivo positivo è che, dopo la morte del congiunto, venga espressa, condivisa ed elaborata quell’onda d’urto emozionale che ogni famiglia attraversa, in modo che si possa placare e riassorbire, senza degenerare in un lutto complicato, in tutti i suoi differenti e molteplici aspetti.
Se la famiglia riesce a superare la crisi tutti i suoi componenti diventano più forti nell’affrontare le perdite successive e difficili della vita.

Il lutto inoltre, essendo anche un’esperienza intima e personale, riveste un significato diverso per ciascuno dei familiari e comporta un differente percorso di elaborazione. Ogni componente infatti vive l’assenza in base alla qualità e intensità del legame che aveva con la persona deceduta, alle proprie caratteristiche psicologiche e al supporto affettivo che riceve dall’esterno.

“Mia moglie sente più spesso il bisogno di condividere, di parlarne (cosa che io evito accuratamente di fare, almeno con lei), io sento quello di essere lasciato in pace, di pensarci meno possibile, di leccarmi le ferite da solo, il dolore è mio e, almeno questo, non voglio che mi venga tolto e voglio che resti tutto e solo mio.”
Un marito

“Credo che una mamma viva la morte di un figlio in modo profondamente diverso, quasi come una menomazione fisica oltre che come un sentimento di abissale smarrimento e di infinita ingiustizia. E’ impossibile spiegare e modulare un dolore così grande, so solo che per voi donne è diverso e noi papà facciamo fatica a comprendere, anche se viviamo lo stesso dramma. Abbiamo in comune il dolore, ma dei modi di affrontarlo o con cui difenderci decisamente diversi, a volte incomprensibili all’altro”.
Un padre

Nessuno può sostituirsi all’altro nel vivere l’esperienza della perdita, nel sopportarla e nell’elaborarla ma la condivisione con altri esseri umani può sostenere, arrecare sollievo e aiutare a riprendere il proprio percorso di crescita.

Attualmente, per una molteplicità di motivi, il lutto è vissuto in solitudine e in silenzio.

“E’ folle, ma è così: si può piangere la perdita di una persona cara solo se nessuno ci vede o ci sente. Perché un dolore troppo visibile, in questo mondo di rimozione, non ispira pietà ma fastidio e imbarazzo”.
Anna, 44 anni

Nelle famiglie c’è infatti un riserbo reciproco a comunicare i propri sentimenti più intimi e profondi e a condividere insieme il dolore e la sofferenza. Sicuramente c’è il desiderio di proteggere i familiari e di non pesare sugli altri ma anche una difficoltà a stare in contatto con il dolore ed i bisogni degli altri e una mancanza di abitudine all’ascolto e alla condivisione. La perdita non sempre unisce, può anche separare e dividere i membri della famiglia.

“Che mia sorella sia morta, io penso, è un dolore tutto mio come tutta nostra era la nostra relazione. Mia madre mi guarda come a dire “parlami di lei”, “dimmi come stai”, ma io non ce la faccio a caricarmi anche del suo dolore, anche se la vedo spezzata dal tormento. Solo a volte, quando c’è anche papà, possiamo parlare di F. tranquillamente, ricordando i bei tempi con lei. E in quei momenti è più facile liberarsi delle lacrime”.
Silvana, 25 anni

“Dopo la morte di mia madre ho cercato in tutti i modi di ridurre al minimo i miei momenti di disperazione ci sono i figli che ti vogliono sapere forte, c’è tuo marito che senza di te si sente e allora, corri corri, te lo tieni dentro e ti fermi il meno possibile”.
Maria, 40 anni

Molte volte c’è l’impossibilità di appoggiarsi per la fragilità, incapacità o diversa sensibilità dell’altro, o perché non ci si fida pienamente o non si vuole deteriorare ulteriormente il rapporto, mettendo in campo irrisolte problematiche del passato: gelosie, interessi, colpe, critiche, ferite e fratture.

Un altro ostacolo al dialogo sta anche nella convinzione che il proprio dolore sia diverso da quello dell’altro, che “non vive il mio stesso dolore, e non mi può capire, né aiutare” oppure, al contrario, si pensa che tutti provino gli stessi sentimenti, negando ogni differenza, per cui diventa inutile parlarne.

Trovate nel sito “Soli ma Insieme”, nell’area “Familiari”, una trattazione più approfondita del lutto vissuto dalle famiglie in cui ci sono bambini e ragazzi e suggerimenti su come aiutarli e sostenerli. Se siete vicini a bambini o adolescenti che soffrono la perdita di una persona cara, trovate, nelle aree dedicate ai Bambini e ai Ragazzi, informazioni, suggerimenti, riflessioni e possibilità di condivisione pensati esclusivamente per loro. Potete suggerire ai più piccoli di esplorare insieme a voi, ai più grandi di esplorarlo da soli.

Vi consigliamo anche la lettura di G.Fava Vizziello, Famiglie in lutto, Cleup 2014.