Da ascoltare

Quando siamo immersi nel dolore della perdita ascoltare la musica ci può dare sollievo e consolazione allontandoci dall’immediatezza delle nostre emozioni. Oppure, al contrario, la musica può fare da eco al nostro dolore, aiutandoci a scavare in noi stessi, permettendoci di trovare parole ed emozioni trattenute e nascoste.
È chiaro però che ognuno reagisce in relazione ai suoi gusti musicali, alla sua storia personale e alla sua relazione con chi ha perso. La nostra scelta – del tutto soggettiva – è basata su musiche e canzoni che ci sono sembrate particolarmente suggestive, capaci di sollecitare emozioni e rispecchiamento.

Le lacrime (Les pleurs) , del gambista e compositore Monsieur de Sainte Colombe (1640 – 1700), scritto – sembra – dopo la morte della moglie. È una meditazione sulla perdita, con alcuni movimenti che richiamano il suono delle campane a morto, poi l’appello di Caronte, le lacrime di chi è stato lasciato e infine le gioie delle anime salvate nei campi elisi.

Tombeau pour Monsieur de Sainte Colombe: composta dal virtuoso da viola da gamba Marin Marais (1656-1728) ) in ricordo del suo maestro Sainte Colombe. È un’opera piena di melancolia, che vibra della costanza del dolore, in cui ogni speranza è assente e solo il ricordo e la tristezza rimangono. La storia del rapporto tra Marin Marais e il suo maestro Sainte Colombe è raccontata in un bel film, “Tutte le mattine del mondo”.

Casta diva, dalla Norma di Vincenzo Bellini: è un canto alla luna, una richiesta sofferta di pace e serenità nella complessità dolorosa della vita dell’uomo.

La vergine degli angeli, dalla Forza del Destino di Giuseppe Verdi: tutti possiamo riconoscerci nel bisogno di sentirci protetti e di sentire protetto e al sicuro chi abbiamo amato e perso.

Kindertotenlieder (canti per i bambini morti): si tratta di un ciclo musicale (voce e orchestra) composto da Gustav Mahler tra il 1901 e il 1904. Le parole sono state scritte dal poeta tedesco Ruckert nel periodo 1833-1834 dopo la malattia e la morte delle sue due figlie. Mahler scelse 5 delle 428 poesie di Ruckert per musicarle, ben sei anni prima che lo colpisse la disgrazia della morte della figlia Maria di quattro anni, quasi “anticipando la sua vita” come scrisse nel suo diario. Come i testi, anche la musica e lo stile di Mahler esprimono un contrapporsi di emozioni: disperazione, fantasie di rinascita, melancolia, nostalgia, rassegnazione…  Segnaliamo il secondo lied: gli altri sono reperibili su youtube…
Guida all’ascolto

Quartetto per archi n.15, di Shostakovich, l’ultimo quartetto dell’autore, completato nel 1974. È una meditazione introspettiva sulla mortalità, piena di profonda melanconia, come molte delle opere tarde dell’autore.
Guida all’ascolto.

Alina (1976), di Arvo Pärt, compositore estone minimalista. E’ un pezzo da “meditazione”, trascendentale, di una ineffabile bellezza nella sua semplicità.

Cammina cammina, una poesia, forse, più che una canzone di Pino Daniele sulla solitudine irrimediabile che irrompe con la morte di una persona con la quale si è condivisa la vita e della difficoltà di riuscire a staccare il pensiero da quanto si è perso, da chi si è perso.

Ces qui s’en vont, ces qui nou laissent (Quelli che se ne vanno, quelli che ci lasciano), Ginette Reno canta della solitudine in cui ci rimaniamo dopo la morte delle persone che amiamo, della nostalgia che ci assale e del dolore di vederli allontanarsi dalla nostra vita.

Fly (Vola) , di Celine Dion, Fly, una canzone scritta per la morte della nipotina Karine.

Il posto dei santi dei Negramaro. Giuliano Sangiorgi ha detto di avere scritto questa canzone dopo la morte del padre. “… ho capito che la morte fa parte della vita, è un suo colore… Queste canzoni hanno compensato l’assenza. Rivedo mio padre nei miei occhi in ogni istante. Guardo le sue foto e mi spavento, il suo volto che un tempo mi appariva diverso ora combacia con il mio. Le persone non ti mancano più quando diventano parte di te”.

Ma che razza di Dio c’è nel cielo, di Roberto Vecchioni: come un urlo di ribellione e di rabbia davanti al dolore della perdita, alla insensatezza del vivere in contrasto con il desiderio di amare e di trovare risposta ale domande che affollano il nostro cuore.

Meraviglioso, dei Negroamaro, rifacimento di un canzone di Modugno del 1968. La canzone incoraggia a rimanere stupiti davanti alla bellezza della vita soprattuto quando il dolore e la disperazione ci impediscono di coglierla.

Tears in heaven (Lacrime in cielo), di Eric Clapton, una canzone scritta per la morte del figlio Connor di 4 anni nel 1991. Eric Clapton ha parlato di quanto scrivere la canzone sia stato per lui una forma di terapia dal dolore nel quale era immerso.