Dal 27 Ottobre 2018,

“una volta al mese per condividere”

Roma, ore 15, Via Terni 9, c/o coop Meta

La perdita di una persona amata, quale che sia stata la causa della morte, provoca sempre un indicibile sofferenza ed apre un percorso che è doloroso sia fisicamente che emotivamente. Ogni morte lascia un vuoto incolmabile: ci si sente come amputati di una presenza unica che non potrà più essere rimpiazzata.
Le emozioni di chi sperimenta il suicidio di un familiare, o comunque di una persona cara, sono simili a quelle che attraversano anche le persone che subiscono perdite diverse, ma lo stato di shock e di isolamento sociale, le sensazioni di colpa e di abbandono sono ancora più forti e durano più a lungo. Al dolore e alla sofferenza si aggiungono un continuo interrogarsi e un arrovellarsi sui mille possibili perché?. Il fatto che, in qualche modo, la morte sia l’effetto di una scelta, provoca una serie di domande che una morte per malattia o incidente non suscita. Per molti, inoltre, si aggiunge la tormentosa sensazione di essere stati abbandonati e rifiutati.
I familiari superstiti di un suicidio si ritrovano spesso ad affrontare non solo tutte le reazioni tipiche che seguono la morte di una persona cara, ma anche una serie di problematiche specifiche.

Ritrovarsi in un gruppo di auto-mutuo aiuto permette di incontrare altre persone che hanno affrontato la stessa perdita.

Il gruppo si riunisce in uno spazio protetto in cui è possibile rompere l’isolamento, chiedere e ricevere conforto, condividere sofferenze in un clima di rispetto e riservatezza in cui nessuno giudica o dà consigli.

Il gruppo ha cadenza mensile ed è gratuito.

Si puo’ entrare a partecipare in qualsiasi momento ma l’entrata sarà preceduta da un colloquio conoscitivo.

Se siete interessati a partecipare, scrivete per un primo colloquio a info@gruppoeventi.it oppure

telefonate a 347 525 2309

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