E’ finalmente di nuovo accessibile su RAIPlay il documentario di Francesca Catarci “Intorno alle ultme cose”, andato in onda il 12 Giugno 2008, ancora di totale attualità per i temi che tocca.

Per vederlo è sufficente cliccare qui: INTORNO ALLE ULTIME COSE.

Questo invece il comunicato stampa dell’epoca:

                                                                                                                                                         Raitre DOC 3

INTORNO ALLE ULTIME COSE

di Francesca Catarci

in onda il 12 giugno 2008 ore 23.25

In “Storia della Morte in Occidente” Philippe Ariès sostiene che il tabù della morte ha sostituito , nella nostra società industrializzata, il tabù del sesso: “Una volta si raccontava ai bambini che nascevano sotto un cavolo, però essi assistevano alla grande scena degli addii al capezzale del moribondo. Oggi sono iniziati fin dalla più tenera età alla fisiologia dell’amore, ma quando non vedono più il nonno e se ne stupiscono, gli si dice che riposa in un bel giardino in mezzo ai fiori”.

L’idea di questo lavoro è nata mentre preparavo il mio precedente documentario, “Ritratti da piccoli”.

Ero in un asilo romano dove, alcuni mesi prima che iniziassi a girare, era morto un bimbo che aveva quattro anni. Invece di cercare di cancellare un evento così traumatico, magari perché “i bambini devono restare sereni”, la maestra ha giustamente accolto ogni richiesta di spiegazione, consolazione, racconto che continuamente veniva fuori dai discorsi dei piccoli.

E sono rimasta molto colpita dal modo in cui parlavano della morte: erano molto seri, a volte impauriti e preoccupati, ma nello stesso tempo leggeri e vagamente surreali. Allora mi sono chiesta se, tra gli adulti che fanno esperienza del morire (ossia che sanno, che sono consapevoli di avere una malattia allo stadio terminale) ci fosse qualcuno che non avesse dimenticato quell’attitudine insieme grave e leggera.

Il documentario presenta le testimonianze di un uomo e una donna , Gianni Grassi e Beatrice Taboga, che hanno scelto -non certo senza rabbia, dolore o disperazione, ma anche con dolcezza e serenità – di affrontare la morte come un’ultima, straordinaria occasione per vivere fino in fondo, e nel miglior modo possibile, quel che ancora resta da vivere.

Si racconta come ci si prepara alle ultime cose, dalla cura dei piccoli dettagli materiali (in realtà potenti metafore del distacco), al dover fare i conti con tutto ciò che è rimasto in sospeso: affetti, rancori, illusioni, incontri mancati….E ancora gli ultimi pensieri, i bilanci, il bisogno di trasmettere gli insegnamenti, di passare le consegne alle generazioni successive.

Si racconta di chi sceglie di tornare a morire in casa -come si faceva un tempo -accompagnati dagli amici e dai parenti , piuttosto che in ospedale, da soli, senza nessuna intimità con se stessi, senza la possibilità di vivere il mistero che accompagna il morire.

Si racconta di chi resta, di chi ha scelto di non subire la solitudine e la vergogna che spesso accompagna il proprio dolore (il “tabù” di cui si parlava all’inizio riguarda infatti tanto la morte quanto il lutto). E’ folle, ma è così: si può piangere la perdita di una persona cara solo se nessuno ci vede o ci sente. Perché un dolore troppo visibile, in questo mondo di rimozione, non ispira pietà ma fastidio e imbarazzo.

Si racconta, attraverso le testimonianze di chi ne sta facendo esperienza, del desiderio tutto umano di entrare da vivi nella morte: al di là della cornice laica o religiosa, con amore e dignità.

INTORNO ALLE ULTIME COSE è anche un viaggio in una cultura diversa della morte, legata al movimento degli Hospices e delle cure palliative. Chiude il documentario la testimonianza di Frank Ostaseski, fondatore dello Zen Hospice di San Francisco, dove vengono accompagnati nei loro ultimi giorni soprattutto persone senza casa e senza famiglia.

Francesca Catarci Regista televisiva, per RAITRE realizza programmi sul teatro e l’opera lirica, (Applausi: Album del Grande Attore, Hellzapoppin, Prima della Prima, L’amore è un dardo, Figaro quà Figaro là, Milleunteatro) con particolare attenzione al processo artistico, alla preparazione degli spettacoli, alle prove delle opere, all’artigianato teatrale, al lavoro dell’attore.

Per lo spazio dei documentari di RAITRE, DOC 3 realizza, come autrice e regista:

Fiat: Orgoglio e Rabbia 2004 (durante la lunga occupazione degli stabilimenti di Melfi, un’inchiesta sulla grande fabbrica italiana);

Sommersi e Invisibili 2005 (sui lavoratori precari dei call center), realizzato con Loredana Dordi, vince il premio di giornalismo televisivo Ilaria Alpi nel 2005,

Ritratti da Piccoli 2006 (la vita quotidiana di un’asilo romano),

Intorno alle ultime cose 2007

Dal 2007 al 2009 realizza una serie di documentari sulla sobrietà, il dono e il baratto dal titolo “Resistenza al consumo” per Geo&Geo, RAITRE.

Nel 2010 realizza una serie di documentari sui “Nuovi Contadini” per Geo&Geo

Dal 2013 realizza reportages naturalistici per il programma GEO

Dal 2000 al 2009 è professore a contratto presso l’Università di Siena e conduce laboratori di regia sul rapporto teatro-televisione.