Cosa può fare la scuola

A sostenere i bambini e i ragazzi che subiscono la perdita di una persona significativa della loro vita, oltre ai familiari, ai parenti e gli amici ed – in alcuni rari casi – le organizzazioni di volontariato, potrebbe e dovrebbe esserci la scuola, che ha come suo compito formativo quello di creare una sensibilità verso le problematiche sociali.
In questa sezione vengono esplorate le azioni che la scuola e gli insegnanti possono mettere in atto per sostenere un bambino o un ragazzo in lutto e quali sono i bisogni specifici di un minore che ha subito la perdita di una persona importante.
Trovate nel sito “Soli ma Insieme”, nell’area “Docenti”, una trattazione più approfondita di come la scuola e gli insegnanti possono sostenere un allievo che ha subito una perdita importante. Se siete un insegnante e siete a contatto con allievi che sono in lutto potete anche esplorare il sito con i più piccoli (6-12 anni) o suggerire ai più grandi (13-16 anni) di visitarlo.
Trovate anche nel sito una bibliografia ragionata di libri che trattano di esperienze di perdita di coetanei: li potete suggerire ai bambini e ai ragazzi ai quali siete vicini. Questo aiuterà a sentirsi meno soli e unici nel loro dolore e a trovare le parole per parlare del loro percorso.

In primo luogo i docenti devono essere sicuri di avere le informazioni corrette relative al decesso e alle sue circostanze. Un colloquio con i familiari che si occupano del bambino o del ragazzo, in alcuni casi una visita a casa, una lettera a nome della scuola con un nominativo e un telefono di riferimento o una telefonata possono essere modi utili non solo per esprimere le condoglianze, per accordarsi ad esempio sulla partecipazione al funerale ma anche per essere sicuri di non fornire a scuola informazioni che possano essere in conflitto con i desideri della famiglia o dell’alunno e per capire come il bambino sta reagendo, rassicurando tutti dell’interessamento e della partecipazione della scuola. Se invece a scuola la notizia della morte del familiare è stata già data, è importante che l’allievo sia informato di cosa è stato detto.
E’ impossibile sapere se, dopo la morte del familiare, l’alunno vorrà tornare subito a scuola o invece cercherà di allontanare il più possibile quel momento. Alcuni desiderano tornare al più presto, per riprendersi almeno una parte della vita di prima, altri invece avranno il timore di affrontare le domande e gli sguardi dei compagni e degli insegnanti. Certamente prima che l’alunno torni a scuola ed entri in classe sarebbe opportuno decidere con i familiari e con l’allievo stesso il giorno e le modalità del rientro e chiedere se e come la classe deve essere informata. A volte è lo stesso studente che vuole spiegare ai compagni cosa è successo e affrontare le loro domande, a volte invece l’alunno preferisce che sia l’insegnante stesso a dare alla classe la notizia. E’ comunque sempre meglio che la classe sia informata: questo puo’ evitare allo studente l’ansia e la fatica psichica di dover rispondere tante volte alle stesse domande. E’ bene organizzare il giorno e le modalità del rientro a scuola perché sia il più tranquillo possibile, dandogli ad esempio la possibilità di scegliere se incontrare per primi i suoi migliori amici in un luogo più riservato o se rientrare direttamente in classe.
Se gli insegnanti hanno avete concordato con l’alunno e la famiglia di informare la classe, nel periodo in cui è ancora assente da scuola, gli insegnanti possono incoraggiare i compagni a scrivere lettere, biglietti, messaggi, o a telefonare per fargli sapere che lo pensano, che lo vogliono incontrare e che a scuola lo stanno aspettando. Tutte queste iniziative possono rendere il rientro più agevole. E’ anche importante informare il compagno di quello che sta succedendo a scuola, facendo riferimento non solo alle varie materie, agli insegnanti, ai compagni stessi ma anche a piccoli episodi che può essere divertente riferire per renderlo partecipe della vita della classe.
Spesso gli allievi che hanno perso un familiare importante hanno bisogno di molto tempo prima di poter riaffrontare il carico scolastico normale. E’ importante ricordare che per loro tutto è cambiato, “stravolto” ed è probabile che al ritorno a scuola possano:

  • concentrarsi di meno
  • essere stanchi e facilmente irritabili
  • essere più sensibili e reattivi ai commenti altrui
  • essere così concentrati su se stessi e sulle proprie emozioni da ignorare i sentimenti altrui: questo provoca facilmente liti e discussioni
  • avere rabbia e frustrazione represse per la morte del familiare.

Pazienza, attenzione, affetto, comprensione e ascolto sono più che mai necessari.

Il percorso del lutto è molto personale: ogni bambino, ogni ragazzo, lo affronterà in modo differente. La reazione dipende dall’intensità e qualità del legame che avevano con la persona morta, dall’ età, dalla fase di sviluppo, dal modo in cui la morte è avvenuta, dalla rete di sostegno familiare, amicale, scolastico e da molti altri fattori. C’è da aspettarsi una grande variabilità nel comportamento dell’allievo: può arrivare un giorno a scuola e dare l’impressione di essere tranquillo, calmo e un altro giorno, per nessuna ragione specifica, può reagire in modo completamente diverso e sembrare irriconoscibile. Molte volte i bambini e i ragazzi possono avere difficoltà a verbalizzare i loro sentimenti, oppure si rinchiudono in se stessi, o diventano aggressivi per controbilanciare il loro senso di insicurezza e impotenza. Sarebbe bene non rimproverarli, perché hanno bisogno che le figure per loro importanti mostrino che è giusto, giustissimo, che esprimano quello che sentono e che trovino nella condivisione una risposta alla sofferenza che sperimentano. Inoltre, bisogna evitare di rivolgere loro le solite frasi, come ad esempio “Sei un ragazzo cosi” forte”, perché potrebbero interpretarle come un’esortazione a non condividere i loro sentimenti.
E’ meglio cercare di capire cosa realmente prova l’allievo anziché proiettare su di lui emozioni che si pensa possa sperimentare. E’ bene ricordarsi che anche altri compagni di classe possono reagire ad un lutto grave di una famiglia diversa dalla loro, così come il lutto recente di un allievo può sollecitare emozioni e reazioni in altri studenti, che già hanno dovuto affrontare la morte di un familiare.
I bambini e i ragazzi in lutto possono mostrare comportamenti alterati in diverse situazioni scolastiche e non. Per questo è importante che gli insegnanti mantengano un contatto con i familiari, parlando non solo di ciò che li preoccupa ma anche dei passi positivi che riesce a fare e informarsi del suo comportamento fuori della scuola. Questo rapporto può essere un valido e rassicurante sostegno per la famiglia, per l’allievo ed i docenti stessi.