Lo stress fisico ed emotivo

La morte di una persona cara crea uno stato di shock uno stress sia emotivo che fisico. È facile sentirsi irrequieti, esausti, prosciugati di ogni energia, eppure insonni; i sogni sono agitati, spesso si hanno problemi di concentrazione e memoria. Molti soffrono di continui giramenti di testa e di un senso di stordimento, hanno palpitazioni, tremori e difficoltà respiratorie. Questa sofferenza emotiva così intensa è spesso accompagnata anche da mal di testa, mancanza di appetito, perdita del desiderio sessuale, senso di nausea e/o diarrea, irregolarità nel ciclo mestruale per le donne. Con il tempo, gli effetti fisici del lutto tendono a scomparire.
Nel caso di malattie croniche o pre-esistenti come ad esempio, l’artrite, l’asma o l’eczema, queste possono peggiorare o riacutizzarsi oppure, come accade per il diabete o la pressione alta, subire forti alterazioni, che richiedono un costante controllo.

Essendo corpo e mente strettamente collegati, in genere ai disturbi fisici si accompagnano disturbi di tipo psicologico, in prevalenza stati depressivi (tendenza a chiudersi ed isolarsi, passività, mancanza di energia fisica e psichica ), stati di ansia (accelerazione del battito cardiaco, sudori caldi, insonnia e mancanza o eccesso di appetito).
È frequente che nel periodo del lutto alcune persone cerchino rifugio nei farmaci antidepressivi e ansiolitici (utili solo per brevi periodi) o nell’alcol e perfino nella droga, ma questi ultimi rimedi non servono a risolvere realmente i problemi del lutto, anzi rischiano di provocarne di nuovi (alcolismo, dipendenze).

È possibile che subito dopo la morte vi sentiate così a terra da non riuscire neanche ad immaginare di riprendervi: cercate di non aspettarvi troppo da voi stessi, di fare uno sforzo per non pensare troppo al futuro. Concentratevi sul vivere una giornata dopo l’altra. Accettate l’aiuto offerto da parenti e/o amici e, anzi, chiedetelo quando ne sentite il bisogno. Con il tempo, le cose migliorano.

È esperienza frequente, subito dopo la morte del proprio caro, avvertire la presenza fisica della persona scomparsa, talvolta anche avere l’impressione che giri per casa, o vederla e parlarle. In genere queste particolari forme di contatto con il defunto durano per breve tempo; se permangono o aumentano nel tempo significa che avete bisogno di aiuto per superare la perdita: parlatene e condividete il vostro dolore con persone che vi sanno stare vicine.

“Nei primi tempi mangiavo quando capitava, spizzicavo sempre e cercavo di non sedermi mai a mangiare dove, prima, avevamo mangiato insieme. Vivevo nel caos. Non riuscivo neanche a guardare la televisione: tutto mi dava fastidio, una sorta di nausea, e non riuscivo neanche a seguire un programma stupido. Mi distraevo, piangevo, non ricordavo cosa era appena successo”.
Fabio, 58 anni